Bollettino Gennaio 2010

Il nuovo corso della Fondazione IMC

Paolo Mossone, Direttore

Nell’anno 2009 si è aperta una nuova fase della Fondazione IMC Centro Marino Internazionale ONLUS caratterizzata da una impronta gestionale particolarmente attenta alle problematiche am- bientali e socio-economiche locali. Il piano di sviluppo elaborato costituisce una piattaforma strategica per il rilancio della Fondazione nei prossimi anni. Un segno tangibile di questo nuovo corso è il processo riorganizzativo in atto, finalizzato alla ripartizione delle attività istituzionali secondo cinque centri di responsabilità: due relativi alle funzioni progettazione e diffusione, tre invece basati sui filoni principali della ricerca condotta presso la Fondazione:

(i) studio e gestione degli ecosistemi e delle comunità animali e vegetali di ambiente marino-costiero,

(ii) geomorfologia, dinamica e gestione dei sistemi litorali

(iii) economia e sociologia dell’ambiente.

Tale processo ha favorito lo sviluppo di un nuovo parco progetti in collabora- zione con Enti locali, Istituzioni e Università della Sardegna, finalizzati allo studio dei problemi connessi all’interazione fra attività umane e ambiente costiero della nostra isola. In particolare sono state avviate attività progettuali in collaborazione con l’Assessorato dell’Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, l’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, l’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo, l’Assessorato dell’Ambiente della Provincia dell’Ogliastra, i comuni di Barisardo e Tortolì, l’Università di Sassari, il SIL di Oristano, l’Amministrazione Provinciale di Oristano. Accanto a questa maggiore attenzione alla sfera locale, è stato dato nuovo impulso alla formazione di partnership internazionali per la realizzazione di attività scientifiche di respiro europeo e/o mediterraneo. A questo riguardo sono state avviate attività progettuali in partenariato con istituzioni scientifiche o governative provenienti da Francia, Spagna, Grecia, Cipro, Slovenia, Croa- zia, Danimarca, Libano, Tunisia, Egitto. L’anno 2010 sarà dunque dedicato al consolidamento delle linee strategiche del nuovo corso intrapreso, soprattutto attraverso una partecipazione più atti- va della Fondazione IMC ai tavoli di discussione dei problemi di gestione delle coste e degli ecosistemi, al fine di fornire un supporto tecnico scientifico al governo del territorio.

Pesca sostenibile del riccio

Senza titolo3Il riccio di mare Paracentrotus lividus rappresenta la maggiore fonte di reddito per gli operatori della pesca professionale subacquea in Sardegna e inoltre riveste un ruolo fondamentale in processi ecologici che caratterizzano alcune comunità litorali. Una eccessiva pressione di pesca oltre a incidere direttamente sulla abbon- danza degli individui di taglia commerciale (stock) può dare origine a importanti effetti indiretti sullo stesso habitat. La Fondazione IMC svolge attività di ricerca   finalizzate a individuare indicatori per il monitoraggio della specie e strategie per la mitigazione degli impatti e il ripristino delle popolazioni naturali. In occasione del convegno organizzato dall’Agenzia Laore della Regione Sardegna sullo “Sfruttamento sostenibile del riccio di mare” sono stati presentati i risultati delle ricerche condotte nelle aree marine di Tavolara – Punta Coda Cavallo e Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre. Nelle due AMP sono state determinate l’abbondanza, la struttura della popolazione per classi di taglia, l’accrescimento e la mortalità naturale del riccio ed è stato inoltre quantificato lo stock attuale. Al fine di fornire indicazioni gestionali e programmare il prelievo sostenibile per le successive stagioni di pesca è stata stimata, applicando un modello di previsione, la variazione dello stock in funzione di diversi livelli di prelievo. Inoltre nell’AMP del Sinis la sostenibilità della pesca e delle misure gestionali adottate è stata valutata tramite il confronto su scala temporale dei dati di stock e delle catture annuali calcolate dalle dichiarazioni dei pescatori a partire dalla stagioni di pesca 2003. Queste esperienze, sviluppate nelle due AMP, possono essere di grande utilità per la gestione della risorsa anche su scala regionale.

Cooperazione transnazionale in ambito mediterraneo (Programma SMAP) 

Schermata 2015-07-24 alle 12.02.19Nel 2009 si è concluso il Progetto triennale SMAP-IMAC, “Gestione integrata della fascia costiera nel nord del Libano” realizzato in collaborazione con l’Università di Balamand (Tripoli, LB), ADELPHI Berlino (DE), DIPE Atene (GR).
Nel corso del progetto i ricercatori dell’IMC hanno trasferito ai ricercatori libanesi le metodologie e le tecnologie correntemente utilizzate per il monitoraggio della fascia costiera. Il percorso di formazione è stato organizzato presso i laboratori di Torregrande e successi-vamente in Libano, con l’applicazione delle metodiche di monitoraggio ambientale, sotto la supervisione dei ricercatori dell’ IMC. Il progetto consentirà ai ricercatori libanesi la realizzazione di programmi di studio delle condizioni ambientali delle coste del Libano, soggette a forte degrado.

I bambini e la scienza

Senza titolo5La manipolazione, l’osservazione e l’esplorazione, con l’impiego di tutti i sensi, conducono ad una prima formazione di atteggiamenti e abilità di tipo scientifico.

La proposta didattica “La mente e le mani” promossa dall’IMC è stata divulgata a tutte le scuole del territorio e a livello nazionale in occasione del VII Forum Italiano di Scienze della Terra (Rimini, 9-11 settembre 2009).

L’obiettivo che si persegue è far conoscere le strutture e i laboratori di ricerca presenti nel ter- ritorio e fornire delle linee di indirizzo in ambito tecnico e scientifico al personale docente. Vasca tattile per i bambini della scuola primaria

Progetto Costa Orientale

È in corso il Progetto “Costa Orientale” volto ad approfondire le conoscenze su un tratto di costa della Sardegna, che ricade nelle province di Nuoro e dell’Ogliastra, attraverso l’attivazione di una serie di attività di ricerca coordinate su differenti temi ambientali. In partico-lare si stanno studiando le caratteristiche biologiche, ecologiche, geomorfologiche e socio-economiche di alcune aree costiere e valutando le principali emergenze naturalistiche e paesaggistiche al fine di identificare gli strumenti di gestione più idonei alle esigenze di tutela ambientale e di sviluppo economico del territorio. L’obiettivo finale del progetto è individuare le linee guida per le procedure attuative delle misure di tutela e per il miglioramento delle condizioni ambientali in un’ottica di sostenibilità.

Formazione

Si è concluso nel mese di Ottobre 2009 l’attività di tirocinio forma- tivo e di orientamento della studentessa Margherita Perbellini nel- l’ambito della convenzione tra la Fondazione IMC e la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Trieste. Margherita ha svolto il tirocinio presso i laboratori dell’IMC, con la supervisione scientifica di Ivan Guala, occupandosi dell’analisi di campioni di Posidonia oceanica finalizzata alla valutazione della produzione primaria di una prateria situata nel Golfo di Porto Vecchio (Corsica). La discussione della tesi di laurea triennale in Scienze Biologiche, curriculum Biodiversità ed Ecologia, è prevista per la sessione di marzo 2010 con la Prof.ssa Donatella Del Piero come tutor interno dell’Università di Trieste.

La mission dell’IMC: ricerca, divulgazione e sviluppo locale      

Angela E. Nonnis, Presidente

La nascita del Bollettino IMC segna una tappa importante nell’attività di rilancio della Fondazione IMC Centro Marino Internazionale ONLUS. È motivo di viva soddisfazione poter inaugurare questo strumento di comunicazione, nella veste di Sindaco di Oristano e di Presidente della Fondazione, condividendone appieno gli obiettivi scientifici. Le sfide della ricerca si giocano in direzione dell’eccellenza. Si può sintetizzare con quest’espressione la direzione di marcia intrapresa dall’IMC, in una fase particolarmente avvincente della sua storia e grazie alle risorse materiali ed immateriali di cui la Fondazione dispone. D’altro canto il patrimonio umano e l’autorevolezza dei risultati raggiunti fanno ben sperare, considerato il formidabile network nel quale l’IMC è capace di muoversi, valorizzando le proprie vocazioni e gli standard di ricerca applicata. Penso naturalmente al lavoro già fatto e alle mete che ci proponiamo di raggiungere avvalorando il prezioso patrimonio di competenze che l’IMC integra ed incarna. Applicare sul territorio queste competenze, operare sinergicamente con realtà scientifiche prestigiose (nazionali ed internazionali) è essenziale per assicurare ai nostri progetti efficacia e successo. Questo favorisce l’accesso alle opportunità di sviluppo di ambito Comunitario, incentivando gli attori locali a condividere queste stesse opportunità, a beneficio delle realtà (istituzionali ed economiche) dinamiche, lungimiranti ed intraprendenti come l’IMC. Ai ricercatori spetta l’onere di concretizzare e applicare le proprie virtuose competenze, fiore all’occhiello della Fondazione. Tutti in ogni caso possiamo e dobbiamo contribuire affinché si privilegi l’interazione con le altre Istituzioni. Questo significherà valorizzare appieno la mission che contraddistingue l’IMC:

(i) realizzare iniziative capaci di contribuire allo sviluppo sostenibile dell’ambiente marino e litoraneo del Mediterraneo e della Sardegna;

(ii) implementare azioni per la tutela ed il miglioramento delle condizioni ambientali;

(iii) sviluppare la mobilità delle nuove generazioni vocate alla ricerca scientifica in ambito marino, lagunare e costiero;

(iv) incoraggiare la divulgazione scientifica presso le agenzie educative dove muovono i primi passi gli scienziati di domani.

Scarica il Bollettino n° 0 – 2010

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