Bollettino Gennaio 2012

Agenzia del Lavoro e Fondazione

“Work-Experience” Ottobre-Novembre 2011

La convenzione tra la Fondazione IMC Centro Marino Internazionale Onlus e l’ente IS.O.GE.A. Formazione Professionale con sede in Cagliari, ha costituito una valida occasione di scambio tra scienza e lavoro che ha consentito di ospitare, per un tirocinio “work experience”di 200 ore, i corsisti Cristian Garau, Laura Lai e Matteo Por- cu. Il periodo di permanenza nei locali della Fondazione IMC (17 ottobre – 21 novembre 2011) è maturato a conclusione di un percorso formativo finalizzato alla qualifica per “Tecnico nella valorizzazione della rete ecologica, finanziato dall’Assessorato del Lavoro e Formazione Professionale della Regione Sardegna. Nella prima settimana i corsisti sono stati coinvolti nelle attività di formazione ed educazione all’ambiente rivolte agli studenti dell’Istituto Liceo Scientifico Statale Mariano IV di Oristano. Nell’ambito dell’esperienza didattico-pratica di laboratorio, svolta con la collaborazione dei ricercatori della Fondazione, i corsisti hanno approfondito diverse tematiche scientifiche rela- tive all’ambiente marino-costiero: dalla geologia marina, alla botanica e all’ittiologia. Nelle settimane seguenti hanno partecipato alle attività relative alla proposta di istituzione di una zona di Rilevante Interesse Naturalistico ai sensi della L.R. 7 06 1989 N. 31, area di rife- rimento zona costiera dell’altopiano di Teccu del Comune di Bari Sardo (OG). I corsisti hanno ampliato le conoscenze sulle modalità di identificazione, studio e valorizza- zione delle aree marine protette (RIN, SIC e AMP), compresa la pianificazione delle attività di indagine, monitoraggio e analisi dei dati. Le attività hanno portato alla compilazione del formulario standard Natura 2000 ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE che raccoglie tutte le informazioni di carattere ecologico dell’area in esame.

Durante il periodo di permanenza all’IMC, i corsisti hanno avuto l’opportunità di effettuare attività di campo con uso di metodologie professionali e attività specifiche di cui un esempio è l’applicazione del metodo CARLIT (Cartografia Litorale delle comunità bentoniche superficiali dominate da macroalghe), che consente di valutare lo stato ecologico delle acque costiere secondo la Direttiva Quadro sulle Ac- que (WFD, 2000/60/CE). A conclusione dell’esperienza, e sulla base del lavoro di campo, i corsisti hanno realizzato uno schedario botanico sulle alghe maggiormente rappresentate nel periodo au- tunnale. Questo prodotto di carattere scientifico- divulgativo può essere un valido strumento da utilizzare nell’ambito dell’educazione all’ambiente marino-costiero.

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Classe Bryopsidophyceae
Ordine Bryopsidales
Famiglia Halimedaceae
Specie Halimeda tuna (J. Ellis & Solander) J.V. Lamouroux
Località S’Archittu (OR)
Data 25 agosto 2011
Profondità 1 m
Tipo substratto calcare e matte
Moda calma
Foto Cristian Garau, Stefano  Boi
Autori Cristian Garau, Laura Lai, Matteo Porcu

 

Monitoraggio delle comunità superficiali nell’AMP di Capo Carbonara

La scorsa estate i ricercatori dell’IMC hanno realizzato un’indagine quantitativa delle comunità superficiali di ambiente roccioso presenti nell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, allo scopo di censire gli habitat e le specie di particolare importanza per la biodiversità mediterranea. La presenza e l’abbondanza delle comunità bentoniche dominate da macroalghe sono state stimate visivamente lungo oltre 30 km di costa rocciosa. I risultati hanno indicato che oltre l’80% della costa esplorata è dominata da popolamenti a Cystoseira amentacea var. stricta, Cystoseira crinita e, occasionalmente, Cystoseira brachycarpa (segnalata per la prima volta nell’Area Protetta). Si tratta di alghe brune indicatrici di buone condizioni della qualità delle acque. Cystoseira compressa, che ha minori esigenze ecologiche, è diffusa in tutta l’Area Protetta ma è dominante soltanto per il 5% della costa indagata.

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Degna di rilievo, per sensibilità al disturbo antropico e valore ecologico, anche la presenza del mollusco gasteropo- de Dendropoma petraeum che crea, in molte zone dell’AMP, biocostruzioni dagli aspetti morfologici e gradi di svi- luppo differenti, da semplici incrostazioni isolate a complessi banchi pluristratificati. Inoltre, attraverso l’applicazione dell’indice CARLIT è stato determinato lo stato ecologico delle acque che è risultato “elevato”, ai sensi della Direttiva Europea sulle acque (WFD, 2000/60/EC), proprio in virtù della prevalenza di comunità sensibili agli impatti antropici. L’indagine ha permesso di valutare il grado di distribuzione, l’abbondanza e stato di conservazione di habitat e specie di interesse conservativo e scientifico, estetico ed educativo, e di individuare condizioni di particolare pregio come pure aree sensibili alle perturbazioni antropiche. Studi come questo forniscono strumenti utili per influenzare i processi decisionali dei gestori delle AMP per la conservazione dell’ambiente marino; contestualmente consentono di identificare e valorizzare le emergenze naturalistiche anche a fini educativi e ricreativi.

Studio sul riccio di mare nel Parco di La Maddalena

È stato completato nel mese di Ottobre 2011 lo studio per la “Valutazione della popolazione del riccio di mare (Paracentrotus lividus) nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena” affidato alla Fondazione IMC nell’am- bito del Progetto RETRAPARC (P.O. MARITTIMO ITALIA – FRANCIA 2007/2013), Azione 3.C.1 – “Applicazione del modello di gestione sostenibile sulle principali specie di interesse ecologico ed economico”. Dopo aver adattato i protocolli per lo studio della popolazione di Paracentrotus lividus nel contesto del Parco, sono state realizzate le indagini in campo per la valutazione dell’abbondanza totale e dello stock, quest’ultimo rappresentato dai ricci di taglia commerciale, con diametro maggiore di 5 cm. Lo studio ha evidenziato la presenza di una popolazione caratterizzata da una frazione di individui di taglia medio- grande, con uno stock che supera il 50% del totale. Questa condizione è tipica di aree sottoposte ad un limitato livello di prelievo e indica come la risorsa sia lontana da condizioni di squilibrio legate ad una eccessiva pressione da parte della pesca. Risultati simili sono stati ottenuti in passato, con l’applicazione degli stessi protocolli messi a pun- to dall’IMC, in altri contesti dove la pesca professionale del riccio è piuttosto contenuta, come nel caso dell’AMP di Tavolara – Punta Coda Cavallo e nella Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio, in Corsica. L’indagine ha consentito di avere un quadro generale sulle caratteristiche locali della popolazione di Paracentrotus lividus e di proporre all’Ente Gestore possibili scenari e strategie di gestione volte a garantire la sostenibilità della pesca del riccio di mare nel Parco di La Maddalena.

e-mail: i.guala@imc-it.org

Master & Back

Da ottobre 2011 la Fondazione ha risposto alla richiesta del Dr. Dario Vallainc per la prosecuzione del suo percorso di rientro nell’ambito del programma Master and Back. Per Dario è stato attivato un contratto di lavoro annuale a conclusione dell’esperienza maturata negli anni precedenti e che di seguito ci racconta.

“Con la laurea in scienze biologiche e la specializzazione in genetica di popolazione, mi sono confrontato con la difficile realtà lavorativa della Sardegna. L’ambiente e la sua tutela sono sempre stati molto importanti per me e così, grazie al programma Master and Back, ho avuto la possibilità di frequentare un master di secondo livello sulla progettazione e la valutazione ambientale presso il Politecnico di Torino. Tale periodo formativo prevedeva uno stage di 6 mesi, scelsi così di lavorare presso T.E.R.R.A. Srl, uno studio ambientale in Veneto; mi sono oc-cupato di riqualificazioni, rinaturalizzazioni ambientali e di progetti transfrontalieri finalizzati principalmente alla realizzazione di reti ecologiche. Desideroso di rientrare in Sardegna, ho colto l’occasione che mi si è presentata grazie alla pubblicazione delle “vetrine”, lista degli enti ospitanti disposti ad accogliere giovani sardi iscritti ai “percorsi di rientro” del programma M&B. Così dopo un primo anno di “back” presso un’altra struttura, sono approdato all’IMC. Qui ho trovato delle persone qualificate che mi hanno saputo trasmettere tutta la loro passione per questo lavoro. Durante il primo mese sono stato coinvolto nel-le attività divulgative e di sensibilizzazione che il centro porta avanti con alcune scuole dell’oristanese e ho potuto constatare che l’amore per il mare, per l’ambiente in generale e per la ricerca, si può trasmettere facilmente alle nuove generazioni e quanto queste siano sensibili a tali tematiche. Ben presto sono stato coinvolto in tutti i progetti che l’IMC porta avanti, mi sono occupato della stesura di un piano di gestione per un’area marina protetta e sono stato colpito dalla multidisciplinarietà che il centro marino è in grado di esprimere. Trascorrerò all’IMC i prossimi 10 mesi e sono convinto che ogni giorno avrò da imparare e potrò dare il mio contributo alla Fondazione e all’ambiente.”

Appuntamenti: giornata di presentazione “Il regalo senza fiocco”

Siamo giunti alla chiusura dell’incarico che la Provincia di Oristano ha conferito alla Fon- dazione IMC in merito al progetto “Il regalo senza fiocco”, progetto regionale partecipato di educazione all’ambiente, sostenibilità e governance. I laboratori avviati e animati in tre comuni della provincia di Oristano (Nurachi, Sedilo e Sini), hanno consentito di attivare una serie di azioni finalizzate a creare consapevolezza tra i cittadini sui temi della prevenzione e del recupero dei rifiuti e orientate ad un consu- mo ecosostenibile. Come azione conclusiva dell’incarico, presso la sala conferenze della Fondazione IMC, saranno presentati i risultati ottenuti dai tre laboratori. Durante la giornata, i gruppi di lavoro potranno presentare materiali e prodotti realizzati nel corso dell’anno ed eventualmente proporre azioni ripetibili condivise in merito alla divulgazione di corrette prassi sui temi sviluppati. Si è tenuto a Roma, dal 14 al 18 Dicembre 2011, il 38° Congresso della Società Italiana di Biogeografia. La Fon- dazione IMC ha partecipato ai lavori congressuali con il contributo di Guala I., Angius R., Frau F., Cinti M.F. , Ve- rona A., Paliaga B. “Distribution and morphology of vermetid concretions in the Capo Carbonara Marine Protected Area (South-East Sardinia)”. Il lavoro presentato è relativo alle recenti indagini condotte sulle specie di ambiente superficiale roccioso nell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara (Villasimius).


La Fondazione IMC, al fine di sviluppare la propria rete di relazioni internazionali in materia di conservazione dell’- ambiente marino, ha partecipato al MedPAN Experience Sharing Workshop e all’Assemblea Generale MedPAN che si sono tenuti a Vodice (Croatia) dal 27 al 30 Novembre 2011. La rete MedPAN, costituita dagli enti gestori di 27 aree marine protette del Mediterraneo e altri partner internazionali, ha lo scopo di migliorare l’efficacia della gestione delle aree marine protette attraverso la promozione e la condivisione di esperienze e di buone pratiche tra i soggetti gestori.


La qualità dell’ambiente delle Aree Marine Protette

Bruno Paliaga Direttore dell’AMP di Capo Carbonara

Sembra tanto il tempo trascorso da quando dominava la diffidenza e la paura per l’istituzione delle Aree Marine Protette in Sardegna, eppure dopo poco più di dieci anni sembra che le cose siano cambiate o stiano cambiando. Tuttavia, per aver operato come responsabile da dieci anni, chi scrive è testi- mone del fatto che, fino ad oggi, l’istituzione di Aree Protette in Sardegna, no- nostante le diffidenze iniziali, non hanno impoverito nessuno, non hanno obbligato nessuno che operasse nel turismo a cambiare destinazione, non hanno impedito la fruizione delle risorse, un tempo libere dal “peso” di regole ed ora poste sotto tutela. Al contrario, il sistema regionale sardo delle AMP, pur con una lenta progressione e con la necessità di colmare la lacuna di una quantificazione scientifica, ha certamente avuto un impatto positivo a diversi livelli:

  • ha proposto sistemi di regole sulle diverse forme d’uso del mare come la pesca professionale e artigianale, la pesca sportiva, la nautica da diporto, le immersioni subacquee, l’utilizzo dei litorali;
  • ha contribuito a migliorare ed approfondire le conoscenze tecniche e scientifiche sul mare e sulle coste, renden- do disponibili per gli Enti gestori e le Amministrazioni una base per l’attuazione, l’aggiornamento e l’ammoderna- mento della pianificazione nell’utilizzo dei litorali e dei fondali;
  • ha offerto opportunità di formazione tecnica e scientifica per decine di studenti, lavoro e crescita professionale per chi ha operato all’interno delle strutture degli Enti di Gestione;
  • ha coinvolto migliaia di persone nello sviluppo di una maggiore sensibilità verso le risorse naturali, potenziando la visibilità dello straordinario patrimonio ambientale della fascia marino-costiera della Sardegna, evidenziandone l’importanza biogeografia, l’unicità e l’endemicità nel contesto

A livello locale, il sistema delle AMP della Sardegna ha fatto si che le diverse realtà siano connesse in rete e condividano strategie, attività ed azioni, sottoposte ad una regia Regionale, su questioni cruciali quali per esempio, l’erosione delle coste, la gestione degli stock ittici e i piani di gestione dei litorali dei SIC e delle ZPS; inoltre ha favorito la presa di coscienza del valore, anche economico, delle risorse naturali incentivando il turismo sostenibile. E’ indubbio che tali Enti e istituzioni siano una realtà che maturerà e si consoliderà nel tempo, integrandosi sempre di più con il territorio e lavorando per l’efficacia dei risultati, sottoponendosi al vaglio, non solo dei cittadini, ma anche alla valutazione di organismi indipendenti.

e-mail: direzione@ampcapocarbonara.it

Scarica il Bollettino 1 – 2012

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