Bollettino Ottobre 2010

Parco progetti della Fondazione IMC ONLUS

Nel corso degli ultimi due anni la Fondazione IMC ha impresso una forte accelerazione alla propria produzione progettuale. La lentezza fisiologica dei cicli della progettazione, legataalla pubblicazione dei bandi e ai tempi di istruttoria, ha determinato la maturazione dei primi significativi frutti di questo nuovo corso solo a partire dall’anno 2010.

Allo stato attuale, la Fondazione ha nel proprio parco progetti:

  • otto progetti di iniziativa comunitaria sui temi della cooperazione per lo sviluppo sostenibile nel Mediterraneo, dei quali uno attivo, cinque in corso di valutazione, due in preparazione;
  • un progetto di ricerca attivo co-finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna, avente come tema lo studio delle caratteristiche morfo–sedimentologiche delle spiagge della Penisola del Sinis;
  • un progetto di ricerca in corso di valutazione a valere sul bando per la promozione della ricerca scientifica in Sardegna, in partenariato con le Università di Cagliari e Sassari;
  • quattro commesse pubbliche in corso per attività di ricerca da condurre a favore dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, del Parco Nazionale di La Maddalena, della Provincia di Oristano e della Provincia dell’Ogliastra in partenariato con il Comune di Bari Sardo;
  • cinque progetti, di cui uno attivo, tre in fase di valutazione e uno in preparazione, sui temi della diffusione della cultura scientifica e dell’educazione ambientale;
  • tre ulteriori progetti attualmente in preparazione, uno su temi legati alla gestione di alcune specie di rilevanza commerciale nelle aree protette, due sull’elaborazione di un approccio sostenibile allo sviluppo della pesca locale

Una particolare attenzione nella progettazione è stata rivolta ai temi della gestione delle aree protette e della tutela delle specie e degli habitat in esse presenti. Prosegue e si consolida la tendenza che ha visto la Fondazione, singolarmente o in partenariato con altre istituzioni scientifiche, coinvolta in attività di ricerca condotte nelle Aree Marine Protette di Tavolata – Punta Coda Cavallo, Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, Capo Carbonara, nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e ancora in numerosi siti della Rete Natura 2000. Tale tendenza proseguirà nel corso della prossima progettazione in corso di definizione, con un’attenzione crescente ai problemi legati alla gestione delle biorisorse e dell’ambiente in relazione alla fruizione sociale ed economica e al fenomeno del global change .

Progetto Strategico Co.R.E.M.

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È entrato nel pieno svolgimento delle attività il progetto Co.R.E.M. Cooperazione delle Reti Ecologiche nel Mediterraneo . Il progetto è cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nell’ambito del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Francia “Marittimo” 2007-2013. L’obiettivo principale del programma PO “Marittimo” è migliorare la cooperazione fra le aree transfrontaliere in termini di accessibilità, innovazione, valorizzazione delle risorse naturali e culturali, integrazione delle risorse e dei servizi, al fine di accrescere la competitività e la coesione dei territori.

Co.R.E.M.  nasce dalla cooperazione tra le Regioni Sardegna, Liguria, Toscana e Corsica che condividono lo spazio marittimo dell’Alto Tirreno considerato come risorsa da valorizzare e opportunità di sviluppo congiunto. Il partenariato del progetto Co.R.E.M.  con Capofila l’assessorato Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna è composto da 28 partner. Oltre alle quattro regioni dello spazio transfrontaliero sono coinvolte otto province italiane e due département  della Corsica, due enti regionali, un comune, otto Parchi, una Area Marina Protetta e, come istituzioni scientifiche, l’Università di Sassari e la Fondazione IMC – Centro Marino Internazionale. Obbiettivo di Co.R.E.M.  è la valorizzazione della Rete Ecologica Transfrontaliera, del patrimonio naturalistico e della biodiversità delle regioni mediterranee mediante la condivisione di esperienze e la realizzazione di reti transfrontaliere.

Il progetto è articolato in un insieme di azioni di sistema e sottoprogetti tra loro integrati funzionalmente che prevede interventi mirati alla tutela e alla riduzione della pressione antropica sugli habitat, al recupero di siti compromessi, allo scambio di buone pratiche, di metodologie di monitoraggio e di modelli di gestione, al rafforzamento delle connessioni tra soggetti pubblici e alla responsabilizzazione di quelli privati coinvolti nella gestione e nello sviluppo sostenibile del territorio, alla sensibilizzazione e al coinvolgimento dei cittadini.

La Fondazione IMC ONLUS è coinvolta in due sottoprogetti. L’IMC è responsabile del sottoprogetto che ha come finalità la realizzazione di una Rete di siti marini protetti,  attraverso l’individuazione di nuovi siti marini e costieri da tutelare, la definizione di protocolli gestionali e di valorizzazione e il coinvolgimento delle comunità e dei comparti del turismo sostenibile. Nel sottoprogetto Osservatorio della rete marittime , di cui la Fondazione IMC ONLUS è partner, è prevista la creazione di un osservatorio finalizzato alla realizzazione di modelli e protocolli condivisi per il monitoraggio dello stato e degli approcci gestionali della Rete Natura 2000.

Formazione

Schermata 2015-09-22 alle 16.44.06Ai fini della diffusione e divulgazione delle scienze del mare in Sardegna, è stata creata una rete di promozione che attraverso il coinvolgendo di quattro enti pubblici e-privati dislocati nei i quattro punti cardinali della Sardegna, copre l’intero territorio regionale: sulla costa Ovest  la Fondazione IMC, sulla costa Est  l’acquario di Cala Gonone, a Nord  il Parco di La Maddalena e a Sud l’Area Marina Protetta di Capo Carbonara di Villasimius.

Tra le attività sono previste, visite guidate, laboratori, stage e scuole estive, rivolte a gruppi di studenti delle scuole secondarie di I e II ordine e ad associazioni di docenti e liberi cittadini da attivarsi nei periodi marzo, giugno e settembre-dicembre con lo scopo di:

  • sensibilizzare le coscienze alle esigenze di tutela e recupero delle risorse naturali, avvicinare i giovani

alle problematiche ambientali e renderli consapevoli dell’importanza di una partecipazione attiva;

  • aumentare la sensibilità verso la salvaguardia dell’ambiente marino, per lo sviluppo della conoscenza sul patrimonio ecologico, storico-archeologico e incrementare la consapevolezza della necessità di un approccio scientifico rigoroso per lo studio di questi ambienti;
  • fornire una visione della complessità degli habitat e della biodiversità e diffondere la conoscenza delle metodologie e delle tecnologie adottate per il mantenimento degli organismi animali e vegetali in cattività;
  • diffondere la conoscenza del metodo scientifico nelle scienze marine attraverso l’uso di strumentazione specifica per il campionamento, il lavoro di campo e la pratica di laboratorio;
  • sviluppare una stretta integrazione tra il sistema della ricerca e quello dell’impresa attraverso la rete costituita.

Appuntamenti

Si è svolto lo scorso 4 ottobre a Cagliari il Convegno di Lancio del progetto Co.R.E.M. Cooperazione delle Reti Ecologiche nel Mediterraneo . All’evento hanno partecipato i rappresentanti dei 28 partner coinvolti. Nel corso del convegno sono intervenuti la Dott.ssa Paola Zinzula Direttore del Servizio Tutela della Natura della Regione Autonoma della Sardegna e il Dott. Francesco Ventroni del Centro Regionale di Programmazione della Regione Autonoma della Sardegna che hanno evidenziato l’importanza dei Progetti Strategici per lo sviluppo di opportunità per il territorio di cooperazione transfrontaliero. Gli scorsi 8 e 9 ottobre si è tenuto a Palermo il Workshop Internazionale “Conservazione e gestione del riccio di mare Paracentrotus lividus  in Mediterraneo”. All’incontro hanno partecipato esperti biologi ed ecologi che hanno messo in evidenza come specifiche misure di gestione debbano essere applicate per la conservazione di questa specie come risorsa economica. La Fondazione IMC è stata invitata a partecipare con la comunicazione di Guala I., Simeone S., Baroli M., Effects of different management measures on sea urchin populations in two Sardinian Marine Protected Areas.  Ulteriori indicazioni sono disponibili sul sito www.ecologiamarina.it. Il 22 ottobre a Tortolì si è tenuta la prima riunione del comitato scientifico, composto da cinque esperti nel campo della biologia marina e della gestione della fascia costiera, del sottoprogetto Realizzazione di una Rete di siti marini protetti  del progetto strategico PO Italia-Francia “Marittimo” Co.R.E.M.

In Sardegna circa 630 Kmq di superficie marina e circa 400 Km di costa sono protetti, ma perché?

Schermata 2015-09-22 alle 16.47.54Viviamo in un periodo nel quale spesso, accanto a notizie di disastri, dissesti, danni e altri fenomeni ambientali, ricorre il richiamo all’importanza della biodiversità e alla necessità di preservarla. Ma che cosa è la biodiversità? Quali sono le strategie possibili per prevenire, compensare, limitare la perdita della biodiversità? E quanto, i governi nazionale e regionale, hanno posto in essere, o stanno ponendo in essere, per governare i processi che possano contrastarne la perdita? Aldilà degli importanti e molto articolati significati scientifici che la biodiversità può assumere, se solo riuscissimo ad intenderla come una risorsa strategica per la nostra stessa vita, ovvero come l’insieme di risorse biologiche alle quali direttamente e indirettamente la vita dell’uomo è legata , non dovrebbe essere molto difficile comprendere che alla sopravvivenza di habitat, flora e fauna selvatici è legato il benessere di tutti noi. Per questi motivi, seppure tra luci e ombre, i governi italiano e regionale hanno avviato un percorso per la salvaguardia della biodiversità attraverso l’istituzione di aree protette, sia a mare che a terra. Riferendoci all’ambiente marino, lo stato italiano ha istituito fino ad oggi 27 Aree Protette a mare più 2 parchi sommersi per una superficie complessiva di circa 222.000 ettari di mare e circa 700 chilometri di costa protetti. Senza entrare nei tecnicismi della differenziazione dei diversi livelli di tutela, le aree marine protette in genere hanno lo scopo di tutelare gli ambienti marini, ovvero le acque, i fondali e i tratti di costa, nonché i rilevanti interessi naturalistici ed ecologici ad essi collegati, con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine, senza trascurarne gli aspetti scientifici, culturali, educativi ed economici. In questo scenario il contributo della Sardegna è rilevante: 630 km2 di superficie marina e circa 400 km di costa (poco più del 20 % dello sviluppo costiero dell’intera isola). Tali ambiti sono protetti grazie all’istituzione di Parchi Nazionali come l’Arcipelago di La Maddalena  (parco geomarino) e Asinara  (parco terrestre) e di Aree Marine Protette come Capo Caccia, Villasimius, Sinis, Tavolara e Asinara  (gestita dal parco nazionale omonimo). A tutto ciò si deve aggiungere anche il territorio marino-costiero ricompreso nel sistema Natura  2000 costituito dai Siti di Interesse Comunitario (SIC) e dalle Zone a Protezione Speciale (ZPS). Quello delle aree protette è un sistema nel quale non vengono impedite le attività dell’uomo (ad eccezione delle zone A), ma vengono proposte e attuate forme d’uso regolamentate e responsabili. Infatti, è di tutta evidenza che lo straordinario capitale naturale rappresentato dal mare per essere gestito in maniera sostenibile debba essere: controllato  dagli enti preposti allo scopo; conosciuto  attraverso la ricerca; osservato  attraverso il monitoraggio, divulgato  attraverso l’educazione ambientale e valorizzato economicamente  mettendolo a disposizione dal sistema economico attraverso forme d’uso durevoli e sostenibili. E-mail: paliagab27@gmail.com

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